L’aumento della speranza di vita è un fenomeno globale che sta trasformando le società di tutto il mondo, e l’Italia non fa eccezione. Accompagnato spesso a un calo delle nascite, questo trend ha tuttavia portato al progressivo invecchiamento della popolazione, rendendo sempre più necessario affrontare le conseguenze di questo cambiamento in modo proattivo.
In questo articolo partiremo dal concetto di invecchiamento attivo, evidenziando come rappresenti un cambio di paradigma rispetto alla tradizionale idea di terza età. Analizzeremo i benefici fisici, mentali e sociali di questo approccio, con vantaggi non solo per il singolo individuo, ma anche per l’intera comunità.
Vedremo inoltre quali iniziative è possibile adottare fin da giovani per prepararsi al meglio alla pensione, così da viverla nel modo più soddisfacente possibile in ogni ambito della propria vita. Forniremo anche alcuni spunti pratici per intraprendere un percorso di invecchiamento attivo.
Infine, approfondiremo un aspetto spesso sottovalutato: la possibilità di rimanere iscritti a un fondo pensione anche dopo il pensionamento, un’opzione che potrebbe rivelarsi vantaggiosa in un’ottica di benessere e stabilità economica nel lungo periodo.
Indice dei Contenuti
Cos’è l’invecchiamento attivo?
Partiamo dalla definizione di invecchiamento attivo offerta dall’OMS, l’Organizzazione Mondiale della Sanità:
“il processo di ottimizzazione delle opportunità di salute, partecipazione e sicurezza per migliorare la qualità della vita delle persone che invecchiano”
L’invecchiamento attivo non si limita al mantenimento della forma fisica, ma implica una partecipazione continua alla vita sociale, culturale, economica e civile della propria comunità. Questo approccio rappresenta un’evoluzione rispetto alla visione tradizionale dell’invecchiamento come fase di declino, proponendo invece una prospettiva più positiva e dinamica, capace di contrastare l’isolamento e migliorare il benessere generale delle persone anziane.
Con le giuste strategie e un atteggiamento positivo, il pensionamento diventa dunque un periodo della vita ricco di opportunità e soddisfazioni.
I benefici dell’invecchiamento attivo
Adottare uno stile di vita attivo durante l’invecchiamento porta con sé numerosi benefici.
Vediamoli nel dettaglio:
- salute fisica: aiuta a mantenere il corpo in forma, riducendo il rischio di malattie croniche come patologie cardiovascolari, diabete e osteoporosi, oltre a rallentare il declino cognitivo;
- salute mentale: previene la depressione, riduce lo stress e favorisce un maggiore senso di autostima e soddisfazione personale;
- benessere emotivo: consente di coltivare interessi personali, mantenere relazioni significative e combattere l’isolamento, rafforzando il senso di appartenenza alla società;
- maggiore autonomia: aiuta a preservare l’indipendenza più a lungo, riducendo la necessità di assistenza;
- opportunità di apprendimento: continuare a studiare o acquisire nuove competenze mantiene il cervello attivo e rafforza la fiducia in se stessi.
In sintesi, l’invecchiamento attivo significa abbracciare la vita a 360 gradi, migliorandone la qualità sotto ogni aspetto e favorendo un benessere complessivo duraturo.
Come prepararsi al pensionamento
Per beneficiare di tutte le opportunità dell’invecchiamento attivo, è importante “prepararsi al pensionamento” con largo anticipo, mettendo in atto una serie di comportamenti volti a non farsi cogliere alla sprovvista al momento dell’ingresso in questa delicata fase della vita.
Dal punto di vista finanziario, in particolare, è fondamentale pianificare con largo anticipo e con grande attenzione la gestione delle proprie risorse, valutando in particolare l’iscrizione a una forma di previdenza complementare per integrare un assegno pubblico che, proprio per le difficoltà del sistema previdenziale derivanti dal cosiddetto inverno demografico, è destinato a diventare sempre più esiguo.
In questo senso, aderire a un fondo pensione, possibilmente sin da giovani, rappresenta un’opportunità preziosa per avere una maggiore stabilità economica nel momento del congedo dal lavoro.
Sul piano della salute psico-fisica, adottare uno stile di vita sano già prima della pensione aiuta a prevenire problemi futuri e a mantenere il benessere nel tempo.
Non meno importante è la preparazione psicologica: riflettere su come si desidera vivere questa nuova fase e su quali attività dedicarsi può rendere il passaggio dall’attività lavorativa alla pensione più sereno e gratificante. Coltivare interessi e hobby al di fuori del lavoro, costruire una rete sociale solida e restare aggiornati sulle opportunità offerte dal territorio per la terza età sono passi essenziali per affrontare il pensionamento con entusiasmo e consapevolezza.
Idee per un pensionamento attivo
Esistono molteplici modi per vivere un pensionamento attivo e appagante. Il volontariato, ad esempio, permette di mettere a disposizione le proprie competenze per cause importanti, mantenendo un ruolo sociale significativo. L’apprendimento continuo, attraverso l’università della terza età o corsi specifici, aiuta a tenere la mente attiva e ad acquisire nuove conoscenze.
Le attività fisiche di gruppo, come il nordic walking (camminata veloce con bastoncini) o il nuoto, offrono un doppio vantaggio: favoriscono il benessere fisico senza sovraccaricare il fisico e, allo stesso tempo, stimolano la socializzazione.
Un’altra possibilità è trasformare un hobby in un’attività part-time, come coltivare un orto sociale o trasmettere le proprie competenze ai più giovani attraverso l’insegnamento. Per chi desidera restare attivo nel mondo del lavoro, esistono anche alternative flessibili, come l’attività autonoma o forme di collaborazione meno impegnative.
Ciò che conta davvero è trovare un equilibrio tra attività che offrano soddisfazione personale e opportunità di mantenere vivi i contatti sociali. La chiave per un invecchiamento attivo di successo sta nel considerare il pensionamento non come un punto di arrivo, ma come l’inizio di una nuova fase ricca di opportunità. Con la giusta preparazione e un atteggiamento proattivo, questo periodo della vita può rivelarsi sorprendentemente gratificante e ricco di nuove esperienze.
Restare nel fondo pensione dopo il pensionamento
Abbiamo visto come aderire a un fondo pensione fin dalla giovane età sia una strategia efficace per prepararsi finanziariamente al pensionamento e vivere questa fase della vita con quella serenità e quell’autonomia che caratterizzano l’invecchiamento attivo. Ma una volta raggiunta la pensione, quali sono le opzioni a disposizione degli aderenti?
La soluzione più immediata è la riscossione della pensione integrativa, che può avvenire sotto forma di rendita periodica o di capitale, integrando così il reddito derivante dalla pensione pubblica. Tuttavia, esiste un’altra possibilità che merita di essere considerata, soprattutto in un’ottica di invecchiamento attivo: la permanenza nel fondo pensione, sia senza ulteriori versamenti che con la possibilità di effettuare contributi volontari.
Le ragioni per scegliere questa opzione sono molteplici. Vediamo le principali:
- continuare a beneficiare della deducibilità fiscale annua sui contributi versati, riducendo così il reddito imponibile;
- prolungare la permanenza nel fondo per ridurre il prelievo fiscale sulla pensione integrativa, che parte dal 15% (per i contributi versati dal 2007) e si abbassa dello 0,30% annuo dal sedicesimo anno di adesione, fino a un minimo del 9%;
- mantenere il proprio capitale investito in uno strumento fiscalmente vantaggioso, con una tassazione agevolata al 20% rispetto al 26% applicato normalmente ad altre forme di investimento;
- continuare a produrre e capitalizzare rendimenti, in modo da ottenere un montante finale più consistente.
Dunque, tra le scelte strategiche per un invecchiamento attivo, anche la permanenza nel fondo pensione merita una valutazione attenta, offrendo vantaggi sia economici che di stabilità a lungo termine.
Messaggio promozionale riguardante forme pensionistiche complementari. Prima dell’adesione leggere la Parte I “Le informazioni chiave per l’aderente” e l’Appendice “Informativa sulla sostenibilità” della Nota Informativa.